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IL DAVID RESTAURATO MUSEO NAZIONALE BARGELLO

Scritto da: osvaldo in Nessuna Categoria  on

29 nov 08 fino a/until 23 nov 09
Museo Nazionale del Bargello

Il David restaurato

Il 29 novembre 2008 presso il Museo Nazionale del Bargello è tornato visibile al pubblico il David di Donatello restaurato.

Il restauro è stato eseguito - in un "cantiere aperto" al pubblico - nel Salone di Donatello del Museo Nazionale del Bargello (dove l'opera è esposta dal 1887), con il finanziamento del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, d'intesa con il Consiglio Regionale della Toscana, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, in occasione del 40° anniversario dell'alluvione di Firenze (4 novembre 1966).

Il David di bronzo di Donatello (1386-1466) è tra le opere più note e più ammirate dell'intero Quattrocento, ma nessun documento ci informa sulla sua esecuzione: è esplicitamente ricordato per la prima volta al centro del cortile di Palazzo Medici soltanto nel 1469.
Commissionato quasi certamente da Cosimo il Vecchio e forse ospitato in un primo tempo nella " casa vecchia" dei Medici, dal 1459 circa al 1495 occupò quel posto d'onore nel nuovo palazzo mediceo, finito da Michelozzo nel 1455.
Per il silenzio delle fonti, le opinioni degli studiosi sulla cronologia dell'opera sono da sempre contrastanti e oscillano dalla fine degli anni venti fin oltre la metà del secolo. L'ipotesi ritenuta oggi più attendibile colloca il David negli anni che subito precedono la partenza di Donatello per Padova (1443), anche per lo stretto rapporto formale che esso ha con altre opere dell'artista databili tra la fine del quarto e gli inizi del quinto decennio del secolo. Qualunque fosse il significato che l'artista e il committente intesero dare alla figura, Donatello crea qui un'immagine del tutto inedita del giovane eroe-pastore della Bibbia, protettore della Repubblica fiorentina: un adolescente efebico, la cui acerba nudità allude all'umiltà e al coraggio, che sconfiggono la superbia e la forza bruta.

Il David non è stato sottoposto da almeno un secolo a interventi di restauro e la sua conservazione si è limitata a operazioni di ‘ordinaria manutenzione'. L'importanza dell'opera, la delicatezza del suo modellato e la presenza di resti delle dorature originali, eseguite con la fragilissima tecnica della "missione", avevano finora sconsigliato una pulitura approfondita. Negli ultimi anni, le nuove metodiche di restauro (impiego del laser) nei bronzi rinascimentali, hanno consentito di affrontare l'intervento sul capolavoro donatelliano con garanzie di un esito perfetto: come mostra oggi l'oro recuperato, soprattutto sui capelli e la qualità anche cromatica della patina originale. Il restauro e le novità scientifiche - sia storiche che tecniche - emerse nell'occasione, sono documentate in questo catalogo, ampiamente illustrato, con i contributi degli studiosi e di tutti gli specialisti che hanno collaborato all'intervento, eseguito presso il Museo Nazionale del Bargello, dal giugno 2007 al novembre 2008.



Biglietto
Intero €. 4,00
Ridotto €. 2,00

Orario
Lunedì - Domenica ore 8.15 - 13.50
Chiuso: 1°, 3°, 5° domenica, 2° e 4° lunedì di ogni mese, 25 dicembre, 1° gennaio, 1° maggio

Giotto the master of new art

Scritto da: osvaldo in Nessuna Categoria  on

Florentine works of one of the great innovators of Italian painting
'Cimabue thought / To lord it over painting's field; and now / The cry is Giotto's ...': the incredible and meteoric fame achieved by Giotto was such that  he is even cited in Dante's The Divine Comedy (Purgatory, Canto XI), written when the artist was still alive. giottoIndeed, Giotto rapidly became an artistic and cultural legend of his age and of those to come: wherever he went - Florence, Assisi, Padua, Naples - he produced profoundly innovative work that departed radically from Byzantine models of painting and introduced a new sense of space, volume and colour.

His Crucifix in Santa Maria Novella (dating to between 1290 and 1300), for instance, depicts a heavy, real, highly plastic Christ figure with a very terrestrial dimension. The deep spiritual significance of the painting stems from this physicality.

The same revolutionary realism can be found in Giotto's mature Maestà, held in the Uffizi. The perspective employed to depict the throne is not the geometric and scientific variety of the 15th century, but is nonetheless lifelike; the bodies have the right proportions and move naturally, with shadows to give a sense of depth and volume. All these traits would have been mind-blowing for 14th-century observers accustomed to the schematic fixity of Byzantine painting. 

Any Giotto-oriented itinerary in Florence would also have to include a visit to the Church of Santa Croce to see two series of frescoes, the Life of St Francis in the Bardi Chapel, and scenes from the Lives of St John the Baptist and St John the Evangelist in the Peruzzi Chapel (two other frescoed chapels have not survived).

Then there is the Polytych of Santa Reparata in the Cathedral, attributed to Giotto and to the 'Relative of Giotto'; and a Saint Stephen (housed in the Museo della Fondazione Horne) recognized as an autograph work by the English collector, though scholars have questioned this attribution.

Finally, there is a fragment of a Madonna and Child in the parish church of Borgo San Lorenzo to the north of Florence; this came to light in 1985 under a later painting and is considered to be a youthful work by Giotto

Michelangelo e il rinascimento

Scritto da: osvaldo in Nessuna Categoria  on

Percorsi in città per ammirare i capolavori michelangioleschi
michelangeloÈ presso le botteghe fiorentine del Ghirlandaio e di Bertoldo che, alla fine del ‘400, Michelangelo compie il suo apprendistato artistico. E proprio a pochi passi dall'antico giardino delle sculture di San Marco, dove l'artista studiò la scultura antica, si trova adesso il Museo dell'Accademia, che ospita il David originale in marmo (1501-1504), commissionato a Michelangelo come simbolo della Repubblica fiorentina.

«E veramente che questa opera ha tolto il grido a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine che elle si fossero (...) E certo chi vede questa non dee curarsi di vedere altra opera di scultura fatta nei nostri tempi o negli altri da qual si voglia artefice»: così il Vasari, nelle Vite, descrive un'opera dalla straordinaria potenza evocativa, massima espressione dei canoni estetico-filosofici dell'arte rinascimentale. Oltre al David, il Museo dell'Accademia conserva anche il San Matteo, quattro Prigioni e la tarda Pietà da Palestrina. Michelangelo scultore s'incontra anche nella Sagrestia Nuova delle Cappelle Medicee, da lui edificata a più riprese tra Cappelle Medicee tomba del Duca di Nemoursil 1521 ed il 1534. Qui realizzò i sepolcri monumentali di Giuliano Duca di Nemours e Lorenzo Duca d'Urbino, con le Allegorie del Tempo (in quella di Lorenzo il Crepuscolo e l'Aurora, mentre in quella di Giuliano la Notte e il Giorno). Le statue di Giuliano e Lorenzo guardano verso il centro della cappella dove Michelangelo realizzò una Madonna con Gesù in grembo. Un suggestivo omaggio a Michelangelo è stato realizzato nel marzo 2007, nell'ambito delle celebrazioni per Anna Maria Luisa de' Medici, con la particolare illuminazione serale della facciata della chiesa di San Lorenzo, sulla quale sono stati proiettati disegni del progetto originale di Michelangelo, mai realizzato. Il Museo dell'Opera del Duomo custodisce la Pietà, opera iniziata verso il 1550 per essere destinata alla sua tomba, ma abbandonata dopo che Michelangelo stesso ne frantumò alcune parti in un impeto d'ira. Altre sculture (Bacco, Tondo Pitti, Bruto) sono conservate nel Museo Nazionale del Bargello, mentre l'unica pittura fiorentina di Michelangelo, la Sacra Famiglia o "Tondo Doni" (1504-1506) si trova agli Uffizi. Nel Museo di Casa Buonarroti, infine, sono conservati disegni e opere giovanili, raccolti nei secoli dai discendenti dell'artista.

A tour of the city to admire Michelangelo's masterpieces
Michelangelo served his apprenticeship at the end of the 15th century in the Florentine workshops of Ghirlandaio and Bertoldo. And a stone's throw from the ancient sculpture garden in San Marco, where the artist studied ancient sculpture, is the Accademia Gallery, which houses his David (1501-04), the original marble statue Michelangelo was commissioned to produce as a symbol of the Florentine Republic.

This work, wrote Vasari in his Lives, "has carried off the palm from all other statues, modern or ancient, Greek or Latin; [...] And, of a truth, whoever has seen this work need not trouble to see any other work executed in sculpture, either in our own or in other times, by no matter what craftsman". A statue of extraordinary evocative power, it is a supreme expression of the aesthetic and philosophical canons of Renaissance art. Besides the David, the Accademia also houses Michelangelo's Saint Matthew, the Prisoners (or Slaves) and the late Palestrina Pietà.

Other sculptural work by Michelangelo can be found in the New Sacristy of the Medici Chapels, Cappelle Medicee tomba del Duca di Nemourswhich he worked on intermittently between 1521 and 1534. Here he produced the monumental tombs of Giuliano, Duke of Nemours, and Lorenzo, Duke of Urbino, with allegorical figures of the Times of Day (Dusk and Dawn on Lorenzo's tomb and Night and Day on Giuliano's). The statues of Giuliano and Lorenzo face towards the centre of the chapel, where Michelangelo produced a Madonna and Child. An evocatively atmospheric tribute was paid to Michelangelo in Marzo 2007, as part of celebrations commemorating Anna Maria Luisa de' Medici; in the evenings images of the designs of Michelangelo's original project for the church - which were never realized - were projected onto the illuminated façade of the Church of San Lorenzo.

The Museo dell'Opera del Duomo houses the Pietà, begun around 1550 and intended to be for the artist's tomb; however, it was abandoned after Michelangelo himself smashed parts of it in a fit of rage. Other sculptures (Bacchus, the Tondo Pitti and Brutus) are held in the Bargello National Museum, while the only Florentine painting by Michelangelo, the Sacred Family or Tondo Doni (1504-06) is in the Uffizi. Finally, visitors to the Casa Buonarroti Museum can admire drawings and youthful works collected over the centuries by the artist's descendants.


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